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Riflessività e interculturalità – Progetto di articolo scientifico

FR  ENG  RO

Nell’ambito del dottorato in scienze dell’educazione, sto preparando un articolo che desidero pubblicare nella rivista  » SpécifiCITéS «  la cui ricerca si concentra sulle istituzioni e i sui meccanismi di intervento sociale, educativo e pedagogico in « campi sensibili « e sui fenomeni di crisi e il tentativo di risolvere queste crisi.

Il titolo del mio testo è  » Riflessività e interculturalità. Ritorno su un campo di ricerca detto « sensibile » sui bambini rom in Francia. » Il documento si propone di affrontare la questione della riflessività in relazione alla ricerca interculturale partendo da un ritorno su un campo di ricerca detto « sensibile ». La posizione del ricercatore in relazione al suo campo e le sue relazioni con gli delle parti interessate sarà analizzata in maniera riflessiva. Sulla base di esempi concreti di ricerca empirica condotta nei quartieri poveri di famiglie rom in Francia, lo studio suggerisce che la riflessività può essere sfruttata in una ricerca interculturale.

Dopo i commenti del mio lavoro fatti dai miei insegnanti e i miei colleghi di dottorato, pubblicherò gli elementi chiave di questo articolo.

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Agire per sostenere l’educazione dei bambini!

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Ho appena ricevuto un bel regalo da un bambino, sul quale ha fatto un disegno (vedi foto sopra). Si tratta di un’ottima iniziativa per raccogliere fondi per progetti legati all’educazione dei bambini. La società francese « Initiatives » aiuta le scuole e le associazioni sportive a trovare dei bilanci supplementari per realizzare i loro progetti educativi e artistici o sportivi. Il « Fond d’Actions Initiatives » è un fondo di dotazione. Il suo scopo è quello di proteggere i bambini, sia in Francia che all’estero, realizando co-finanziamenti e organizzando azioni o programmi relativi alla salute e all’educazione dei bambini, e ai problemi familiari.

Per ulteriori informazioni, visitate il loro sito e fate una donazione!

L’apprendimento della tolleranza inizia in età precoce. Diversità religiosa ed educazione alla tolleranza per i bambini piccoli

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In tutto il mondo, recentemente si è celebrata una delle più importante feste cristiane – la Pasqua. Per molte persone invece questa festa non ha alcuna importanza. Viviamo in un mondo caratterizzato dalla diversità culturale, etnica e religiosa, che i bambini stanno affrontando già dalla loro infanzia. Questa realtà ci porta a fare delle domande sull’educazione dei bambini in termini di diversità. In questo articolo mi concentrerò sulla diversità religiosa e l’importanza di insegnare la tolleranza ai bambini.

Credo che sia importante che i bambini sviluppano un comportamento tollerante il più presto possibile. Gli studi dimostrano che fin dalla tenera età i bambini cominciano a formare le idee su se stessi e sugli altri. Sharon Penchina C. Ht. sostiene che all’età di tre anni loro cominciano a notare le differenze culturali ed etniche, come il fatto che le persone hanno piatti diversi da loro e hanno feste diverse da quelle che si celebrano nella loro famiglia. Come i bambini cominciano a notare le differenze in età così precoce, è molto importante che imparino la tolleranza il più presto possibile. La capacità dei bambini di accettare le differenze li mette in una posizione ideale per imparare la tolleranza.

Che cos’è la tolleranza ? In questo articolo, la tolleranza è il rispetto della libertà dell’altro in termini di modi differenti di pensare e di comportamento. Per quanto riguarda la diversità religiosa, il dizionario Larousse definisce la tolleranza come un atteggiamento di rispetto per coloro che hanno una religione o dottrina religiosa diversa. In altre parole, anche se non condivido la tua fede e le tue pratiche religiose, io ti rispetto come persona. Ma questo non significa che qualsiasi comportamento dev’essere accettato. Secondo il rispetto dei diritti umani, l’UNESCO sottolinea l’idea che la pratica della tolleranza non significa tollerare l’ingiustizia sociale o rinunciare alla propria fede (proprie convizioni).

Perché dovremmo insegnare ai bambini la tolleranza ? L’educazione alla tolleranza dovrebbe mirare a prevenire la discriminazione e l’emarginazione, che sono delle forme comuni di intolleranza. UNESCO sostiene che l’educazione alla tolleranza dovrebbe aiutare i giovani a sviluppare la loro capacità di pensare in modo critico ed etico.

La tolleranza è considerata dal Prof. Dr. Thorsten Knauth come un prerequisito per vivere insieme pacificamente in un contesto di diversità religiosa e culturale. La religione ha una forte influenza sulle persone e le loro azioni nella società. Pertanto, secondo le Nazioni Unite (Riunione sulla cultura della pace, novembre 2008), la tolleranza è un fattore importante che incoraggia il dialogo interconfessionale.Inoltre le organizzazioni intergovernative quali le Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa, la Commissione europea e l’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) incoraggiano l’introduzione di programmi educativi nelle scuole europee sulla diversità religiosa, in modo da aumentare la tolleranza per la diversità e contribuendo così alla coesione sociale. La maggior parte delle volte, l’apprendimento della toleranza è associato a concetti quali l’educazione civica, l’educazione alla pace, l’educazione ai diritti umani, il dialogo interculturale e l’educazione interreligiosa.

Come insegnare ai bambini la tolleranza? Con una comunicazione onesta e costruttiva. Parlare apertamente e ascoltare il bambino parlando delle differenze, delle somiglianze e di come accettare queste cose avendo una comunicazione onesta sul razzismo, sulla discriminazione e sugli stereotipi può essere considerato come una preparazione per i bambini per affrontare queste sfide più tardi nella vita. I bambini hanno bisogno di risposte alle domande su situazioni specifiche incontrate con i bambini della loro età, e gli adulti devono essere pronti a rispondere e partecipare così alla formazione di un comportamento che tollera le differenze degli altri. Ai bambini dovrebbe essere insegnato che gli stereotipi, i pregiudizi e il razzismo sono cose sbagliate. Essi dovrebbero essere incoraggiati a rispettare le persone indipendentemente dalla loro religione o cultura.

Con un’educazione attiva. Modellare il comportamento del bambino tramite l’esempio attivo del’adulto è uno dei principali modi di educare. Se l’adulto è intollerante rispetto alle differenze degli altri, così sarà il bambino che crescerà con lui. I bambini seguono l’esempio che trovono negli adulti che incontrano più frequentemente (di solito i genitori e altre persone che si occupano di loro, sia all’interno della famiglia sia nelle istituzioni educative, per quelli che li frquentano).

Fonti citate in questo articolo:

UNESCO, Promuvoir la tolérance, mars 2014, articolo disponibile on-line

http://www.unesco.org/new/fr/social-and-human-sciences/themes/fight-against-discrimination/promoting-tolerance/

UNESCO, Déclaration de principes sur la tolérance, 16 novembre 1995

http://portal.unesco.org/fr/ev.php URL_ID=13175&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html

S. Penchina C. Ht., Teaching Tolerance by Celebrating Diversity, Parent’s Source, February, 2006, articolo disponibile on-line

http://www.2imaginethis.com/wp-content/uploads/2013/07/TeachingTolerancebyCelebratingDiversity.pdf

Professor Dr. Thorsten Knauth , Tolerance – a Key concept for dealing with cultural and religious diversity in education, articolo disponibile on-line

http://www.theewc.org/uploads/files/State%20of%20the%20Art_Knauth_alt.pdf

 

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